giovedì, 02 luglio 2009 ore 11:45




Valentino Rossi bacia la sua M1 dopo la vittoria in Sud Africa nel 2004, era la prima gara in Yamaha.



Ciao a tutti, eccomi qui dopo 7 mesi dalla mia ultima apparizione, il tempo a disposizione è sempre meno ma volevo ringraziare tutti coloro che hanno visitato "il Baffo"  a quasi due anni di nascita.

Avevo aperto un altro blog, poco fortunato a dire la verità, di cui non faccio il nome tanto non ci scrivo più ma da cui prendo un post scritto diversi mesi fà e che ritengo interessante

in occasione delle 100 vittoriedi Valentino in carriera.



E' un "copia incolla" ma d'altronde l'ho scritto io quindi posso farlo :)



Si tratta della trattativa che ha portato Valentino Rossi dalla invincibile Honda al "cancello" Yamaha, una moto che 5 anni fà veniva considerata quasi un ferro vecchio e che Valentino insieme al suo fedele team ha portato nel corso degli anni a diventare il top della categoria.

Valentino Rossi, a settembre 2008 sul circuito di Motegi in Giappone, vince



il suo ottavo titolo iridato, sesto nella classe regina, diventando il

secondo di sempre per numero di vittorie dopo Giacomo Agostini (122),



e superando lo stesso Agostini (68) nella top class con 71 successi.

Sempre nel 2008, con le vittorie negli Stati Uniti a Laguna Seca ed Indianapolis



e nel gran premio di casa di Misano, Valentino Rossi ha vinto almeno una volta



su tutte le piste dove ha corso.



Questi numeri, uniti ad una condotta di campionato perfetta, soprattutto dal



punto di vista mentale, hanno portato Valentino Rossi al suo ottavo mondiale.

Per molti addetti ai lavori si è trattato della vittoria più matura, della più

consapevole, della più bella dal punto di vista estetico ma non da quello

emotivo.

La più bella, dal punto di vista del cuore, è senza dubbio quella del 2004,

anno del suo passaggio in Yamaha.

Se dovessi raccontare Valentino Rossi con una gara sceglierei senza dubbio

quella del debutto in Yamaha a Welkom - Sud Africa nel 2004, quando

nessuno poteva neanche lontanamente immaginare il successo della M1

e del suo straordinario centauro.

Ricordo che a fine gara Valentino scese dalla moto, la baciò, e si sedette

accanto a lei con il capo chino.

Sembrava che stesse piangendo dalla commozione, in realtà, come poi

rivelato dallo stesso Valentino, stava ridendo di gusto, pensando "Vi ho

fregati tutti, avevo ragione io".

Da quel giorno Valentino ha smesso di essere campione ed è diventato

fenomeno.

In seguito, con la conquista del mondiale, leggenda.



Valentino Rossi con la T shirt celebrativa del suo sesto mondiale.

CHE SPETTACOLO

"Vi ho fregati tutti, avevo ragione io".



Ma come può venire in mente al miglior motociclista del mondo,

che guida la moto migliore del mondo, di volersene andare ?

In Honda hanno sempre pensato che la tecnologia venisse prima

dell'uomo, la moto prima del pilota, il marchio Honda non poteva

essere messo in discussione, da nessuno, neanche se ti chiami

Valentino Rossi e hai vinto 5 mondiali.

Valentino Rossi aveva iniziato a stancarsi di questo, e non solo.

Era stufo di sentirsi dire dagli addetti ai lavori, dai giornalisti

e dagli appassionati, non da tutti certo, che vinceva soltanto

o soprattutto perché il mezzo che aveva a disposizione era

sfacciatamente migliore degli altri e che chiunque al suo posto

avrebbe vinto altrettanto.





Valentino Rossi in sella alla Honda Hrc.

Con la casa dell'ala dorata vinse 3 titoli mondial (uno in 500 e due in motogp)



In molti sostenevano che vinceva facile grazie alla moto


Fu principalmente per questo motivo che nell'inverno del 2003 inziò

a guardarsi attorno e accettò un incontro con Davide Brivio,

team director della Yamaha, rivale storica della Honda dei tempi che

furono ma non più in grado di competere contro l'ala d'orata.

L'incontro si tenne ad Ibiza, dove Brivio, senza troppi giri di parole, gli disse: "Vogliamo te."

Con Valentino Rossi in sella alla Yamaha il mondiale sarebbe stato

possibile, era questo quello che pensava Davide Brivio, ed è quello

che dentro di sé iniziava a pensare anche Valentino, era ciò di cui

aveva bisogno.

Laguna Seca (U.S.A.) : Valentino Rossi compie un sorpasso al limite

su Caesy Stoner.
E' uno dei sorpassi più entusiasmanti nella storia del

motociclismo.
La gara segna un punto di svolta nella stagione.

La pazza idea venne a Brivio durante il gran premio del Brasile

del 2002, quello che consacrò Valentino Rossi campione del mondo

per la quarta volta, fu in quell'occasione che ci furono i primi contatti

con il manager di allora, Gibo Badioli.


Nonostante l'idea di lasciare la Honda stesse prendendo sempre più

piede nella testa di Valentino, i vertici della Yamaha erano scettici,

non per le qualità del pilota, indiscutibili, ma perché a loro parere

era impossibile che un pilota come Valentino Rossi lasciasse la

potente Honda per la Yamaha.

Lo interpretavano insomma come un espediente da parte di Rossi

per ottenere il massimo dalla Honda in fase di rinnovo contrattuale.

Nella fase calda della stagione Valentino ebbe anche dei contatti con

la Ducati.

Ebbe modo di incontrare Livio Suppo (team director) e Claudio

Domenicali (amministratore delegato) con i quali discusse di un eventuale

passaggio alla casa di Borgo Panigale.



Non se ne fece mai nulla perchè per Valentino la visione che avevano in

Ducati era in un certo senso simile a quella che c'era in Honda: la casa,

il marchio, la tecnologia vengono prima del pilota.



Seppur con delle differenze, il rigore della Honda non è paragonabile

all'atmosfera che si respira in Ducati, non era quello che stava cercando

Rossi.


La Honda intanto faceva pressioni e pretendeva che Rossi firmasse


il contratto il prima possibile, altrimenti lo avrebbero considerato

non interessato al progetto ed escluso dallo sviluppo della nuova moto.

Nel luglio del 2003, durante il week-end di Donnington, Valentino

Rossi entrò in gran segreto nel paddock della Yamaha e salì per

la prima volta in sella ad una M1, nell'occasione, quella di Carlos

Checa
.

Erano presenti anche Gibo, Uccio (l'inseparabile amico di Valentino)

Brivio e Yoda, il capo progetto della M1.

Racconta Valentino: Anche senza accenderla, ho capito subito che era

molto meno razionale della Honda, che è sempre praticamente
perfetta,

tanto da sembrare una moto di serie: nn ha niente fuori
posto.

E' ordinata, rigorosa. Rispecchia il carattere dei giapponesi
della Honda,

insomma.
Comunque la M1 aveva diverse cose interessanti, che mi piacevano.

Il problema maggiore era che quella versione del 2003 era troppo disordinata.

Mi sono soffermato sul cruscotto, scoprendo che la Yamaha utilizzava
già quello

digitale.
La Honda invece ne aveva ancora uno analogico.

Questo era elettronico, motlo grande, ricco di informazioni, veramente
bello.

Yoda ha notato che il cruscotto mi stava incuriosendo, quindi si è avvicinato


e lo ha acceso. E ha iniziato a mostrarmi le funzioni. Ne aveva tante, c'erano

molte cose che la RCV non aveva.


"Bell0!" ho esclamato io. "L'abbiamo fatto così grande perchè, se uno ha tempo

durante la gara
, può guardarsi un DVD" ha replicato lui, serissimo.
Prima ci siamo guardati in faccia, io, Gibo e Uccio, poi siamo tutti scoppiati a

ridere, e Yoda con noi.
Mi è piaciuto l'episodio. Mi ha fatto capire che i

giapponesi della Yamaha
hanno un certo spirito, fanno le battute, sono più

goliardici e simpatici.


Si tratta di atteggiamenti impensabili alla Honda, dove sono tutti seri, rigorosi,

impegnati a mostrare la potenza dell'impero.


Quello di Donnington fu un bel passo in avanti, ma la decisione vera e

propria di lasciare la Honda per la Yamaha, Valentino la maturò sempre

ad Ibiza, ad agosto, durante il break estivo.

Successivamente a Brno, gran premio della Repubblica Ceca, Valentino

si incontrò sempre segretamente con Brivio nella Clinica Mobile, senza

dire niente a nessuno.

Anche in quella circostanza si svolse un "gustoso" siparietto con Brivio e

Jarvis (responsabile Yamaha), i quali dovettero nascondersi sotto un tavolo

per l'arrivo improvviso di un custode, mentre Valentino e Uccio

sgranocchiavano dei biscotti come se fosse del tutto normale trovarsi

lì a mezzanotte.

In quell'occasione ci fu la stretta di mano che di fatto

sancì il passaggio di Valentino in Yamaha e dobbiamo dire grazie

di cuore a Davide Brivio perché, con tutta probabilità, se

non gli fosse balenata nella testa quella pazza idea, forse

Valentino Rossi sarebbe soltanto un campione.





Davide Brivio: fu lui ad avere per primo la "pazza idea"



di portare Rossi in Yamaha.
















sabato, 27 dicembre 2008 ore 12:06




Ancora Death note amici miei.
La Panini video come noto ha acquisito i diritti di pubblicazione dell'anime
e da novembre pubblica i dvd al prezzo di 19.90 euro (Ogni DVD contiene 4 episodi).


Personalmente ho visto soltanto il primo episodio che uscì in promozione con l'uscita del dodicesimo volume del manga mentre tutti gli altri me li sono goduti in lingua originale ovviamente sottotitolati in italiano.
Che dire dell'edizione italiana ? Il mio giudizio è positivo anche se devo ammettere che in lingua originale "spacca" molto di piu'.


E' la voce di Ryuk che, secondo me, perde maggiormente nel confronto ma alla fine è anche questione di abitudine e il problema non si pone minimamente per chi non ha visto l'edizione originale.


Chi per il momento non può permettersi ogni volta quasi 20 euro per un DVD può seguire l'anime in versione integrale su MTV.


Il 5 gennaio sarà dedicata una nottata speciale all'anime di Takeshi Obata e Tsugumi Ohba, rivedremo infatti i primi 8 episodi trasmessi nei mesi precedenti ogni martedi. Una buona occasione per chi non ha potuto vederli.


Io ne approfitto per riproporre gli episodi in Italiano sul mio blog.
I video sono presi da Youtube e ringrazio per questo Dallaxxx77 anche se non la conosco visto che li ha caricati per tutti noi.

A presto ragazzi, e buona visione.








venerdì, 26 dicembre 2008 ore 19:39




E' uscito da qualche giorno ormai l'ultimo Tankobon di Death Note intitolato "Guida alla lettura".


Operazione commeciale o volume indispensiabile per completare l'opera ? Le opinioni come al solito si dividono, io mi limiterò a darne una mia.


Operazione commerciale è sicuramente l'idea del formato scelto dalla Panini, invece di essere standard (11*17 cm) è stato ralizzato come quelli Gold (più grandi ) come per invogliare i lettori a rifarsi totalmente la collezione con il nuovo formato.

Ho trovato interessanti le interviste a Takeshi Obata, divenuto ormai il mio mangaka preferito (Hikaru no go e Death note) e a Tsugumi Ohba, della quale purtroppo non abbiamo saputo nulla riguardo la vera identità, nessun accenno, ma c'era da aspettarselo.


Interessanti perchè dalle loro parole si capisce il processo di realizzazione del manga e per me è stato sorprendente sapere che Obata disegnava man mano la storia senza sapere assolutamente nulla della sua evoluzione e che gran parte della caratterizzazione di Elle è merito suo.

Molto interessante è anche la pubblicazione dell'episodio pilota di Death note.

Spesso lo  si confonde con quello che è avvenuto prima, in realtà non è cosi', rappresenta più che altro la base da cui partire  per sondare il terreno con i lettori (La regola vale anche per alcune serie televisive).

In pratica se l'episodio pilota piace, gli editori danno il via libera alla pubblicazione del manga vero e proprio, e quello di Death note ha avuto un successo strepitoso.

Il protagonista di questo numero zero si chiama Taro Kagami, un ragazzo di 13 anni che camminado all'uscita da scuola trova casualmente per terra un death note.

Non capendo il significato di "death" confonde il quaderno per un comune diario e vi scrive quello che è avvenuto durante la giornata:  "A-ta Suzuki e B-ro Tanaka mi hanno picchiato".

I due compagni citati nel Note muoiono improvvisamente, ma senza che Kagami lo avesse in realtà voluto.

Qualche giorno dopo entra in scena lo Shinigami Ryuk che spiega a Taro di aver perso il note e  gliene illustra le proprietà....

In questa versione l'autrice (Ohba) aveva inserito anche la death eraser , una gomma da cancellare speciale che riportava in vita le persone il cui nome veniva cancellato dal quaderno. Per fortuna non la ritroviamo nella versione finale del manga anche se sarebbe stato l'unico modo per far tornare in vita Elle !

Le 55 pagine dell'episodio pilota di Death note sono in definitiva un'ottima base di partenza per costruire il capolavoro che oggi abbiamo tra le mani (sempre a mio parere).

L'unico personaggio che viene riproposto nei Tankobon definitivi è Ryuk, un Ryuk meno buffo e scherzoso e più "cattivo" rispetto a quello cui siamo stati  abituati  in seguito, ma in fin dei conti preferisco il Ryuk definitivo, il mela-dipendente :)

Alla prossima !








martedì, 23 dicembre 2008 ore 13:23




Foto storica del 1977.



Venni travolto letteralmene dalle sonorità di Smith e soci nell'inverno del 1993 quando il mio amico di una vita mi regalò una compilation fatta da lui rigorosamene su cassetta.

Comprai subito un live "Paris" seguito da un altro cd dal vivo "Show" per poi passare a "Boys don't cry".

L'estate seguente avevo praticamente tutta la discografia ufficiale e allora mi specializzai nel reperire tutte le rarità quali b-sides e pezzi inediti.

Ogni tanto penso a come sarebbe stato il mio rapporto con i Cure se a quell'epoca avessi avuto a disposizione un mezzo straordinario quale internet. Probabilmente sarei diventato pazzo per tutte le informazioni che avrei potuto reperire in maniera cosi veloce ed esauriente ma alla fine sono felice di non averlo avuto a disposizione perchè mi avrebbe tolto tutta la magia di cui ho goduto.

Aspettare un mese o due per poter comprare un cd con i soldi messi da parte, ascoltarlo centinaia di volte e guardare e riguardare il libretto sono state sensazioni fantastiche cosi come andarsi a recuperare le pochissime videocassette con i live per poterli vedere all'opera dal vivo.

E che dire della prima volta che li vidi veramente  dal vivo a Milano nel 1995: era un festival estivo che si chiamava Sonoria, ero talmente stordito che ho veramente poche immagini nitide nella memoria di quell'evento.

Li ho visti altre due volte: nel '96 e nel 2000, quest'ultimo  il migliore dei tre che ho visto, forse perchè è stato quello che ho vissuto in maniera più distaccata, seduto nelle retrovie e non in prima fila come nei precedenti.

Successivamene ho avuto altre occasioni di poterli vedere anche gratis ma ho sempre preferito evitare per paura di poter perdere la magia che conservo nei miei ricordi.

Anni fa avrei potuto scrivere un libro senza falsa modestia, sapevo tutte ma tutte le canzoni a memoria, in camera avevo addirittura la cartina di "Crawley" (la città che battezzò i loro esordi) dove avevo tracciato tuttti i posti dove avevano suonato, insomma ero veramente più che un fan, mentre ora parecchi aneddoti li ho dimenticati :( .

Col passare del tempo mi sono "calmato", non li ascolto più come prima, anzi li ascolto molto raramente anche se rimangono ovviamente nel mio cuore.

Lo scopo di questo post non è quello di dare informazioni su chi siano i Cure anche perchè ci sono migliaia di siti dove poterle reperire in maniera più che esauriente, ma di focalizzare l'attenzione su un paio di canzoni  meno conosciute al grande pubblico.

Iniziamo con "Do the Hansa", canzone dedicata alla casa discografica Tedesca (appunto l'Hansa) con la quale Smith ebbe parecchie controversie che portarono alla rescissione del contratto.






La canzone che segue si chiama "I'm a cult hero", il cantante si chiamava Frank Bell e di professione faceva il postino. L'idea venne a Smith perchè Bell andava sempre in giro con una maglietta su cui c'era scritto "I'm a cult hero".






Per finire vi lascio con una canzone che dovrebbe essere del 1977, un live, Merry Christmas Everybody,

e buon Natale a tutti.




Postato da meomaster - Permalink - In ---> musica, dark, punk, cure

commenti - commenti [PopUp]
sabato, 20 dicembre 2008 ore 20:59






Ciao a tutti,

mi riduco sempre a non postare più, lo so è pigrizia.

Tuttavia vado sempre a vedere se il blog viene visitato o meno e mi accorgo

che ci sono sempre persone che vengono a visitarmi.

Tra le opzioni di Shinystat (il contatore di visite che ho implementato nel blog)

c'e' anche quella che ti dà la possibilità di vedere le chiavi di ricerca che hanno portato

le persone sul blog.

Con grande stupore ho visto che la stragrande maggioranza di utenti che capitano sul mio blog

cercano Claudia Koll, da me citata in un post lo scorso anno   per via della sua trasformazione radicale
da divetta erotica con TInto Brass ad ambasciatrice di volontariato e apostolato dopo la sua conversione Crisitana.

Grazie Claudia ,mi hai dato visibilità.

Per ora è tutto, prometto che prima o poi tornerò con qualcosa di interessante.